Nella scena internazionale del tatuaggio, il tatuaggio dell'Asia orientale è spesso visto attraverso due lenti familiari: l'irezumi giapponese e l'estetica dell'inchiostro cinese. L'immaginario tradizionale coreano, al contrario, è ancora molto meno visibile al di fuori della Corea, nonostante abbia i suoi simboli, umorismo, colori e tono emotivo. È esattamente in questo ambito che l'artista tatuatore di Seoul Haesol Choi ha sviluppato la sua pratica.

Lavorando presso l'Onsil Studio a Seoul, Haesol crea tatuaggi influenzati dal minhwa, la pittura popolare coreana, così come dal muninhwa, la pittura letteraria coreana, e dalle più ampie tradizioni pittoriche dell'Asia orientale. Il suo lavoro non è un tentativo di riprodurre dipinti storici sulla pelle. Invece, studia la loro struttura, ritmo e sensazione, quindi li traduce in composizioni di tatuaggi che possono vivere naturalmente sul corpo.
Haesol ha iniziato a lavorare con l'immaginario coreano e dell'Asia orientale intorno al 2016. Il suo primo contatto con il minhwa è avvenuto grazie alla sua immediatezza. I contorni chiari, i campi di colore audaci e le silhouette forti gli ricordavano, in qualche modo, il tatuaggio old-school occidentale. Ma l'atmosfera era completamente diversa. Il minhwa trasmetteva un calore tipicamente coreano, a volte simbolico, a volte giocoso, spesso pieno di fascino e di un umorismo discreto.

Per Haesol, questa libertà è una delle ragioni principali per cui il minhwa rimane così vivo come fonte per il tatuaggio.
“Ciò che mi attrae di più del minhwa è la sua libertà e il suo umorismo.”
A differenza della pittura di corte o delle tradizioni più accademicamente controllate, il minhwa era strettamente connesso alla vita quotidiana. Appariva nelle case, sugli schermi, negli oggetti e nelle immagini che portavano desideri di protezione, felicità, prosperità o buona fortuna. Tigri, gazze, galli, draghi, haetae e uccelli non erano solo soggetti decorativi. Erano simboli, storie e segni emotivi.

Questo è anche ciò che rende il tatuaggio tradizionale coreano così peculiare. Haesol non lo vede come una versione più morbida delle tradizioni giapponesi o cinesi. Ha un suo carattere. L'irezumi giapponese spesso segue regole altamente sviluppate di flusso corporeo, sfondo e struttura narrativa. La pittura a inchiostro cinese è profondamente connessa all'energia del pennello, alla gradazione dell'inchiostro e allo spazio vuoto. Il minhwa si esprime in modo diverso. È più luminoso, più ornamentale, più diretto nel suo simbolismo e spesso più giocoso nel modo in cui tratta animali e figure.

Una tigre nel minhwa non deve necessariamente apparire come un predatore realistico. Può essere esagerata, goffa, divertente o stranamente umana. Un uccello può portare eleganza, movimento e ritmo senza diventare eccessivamente formale. Questa tensione tra simbolismo e umorismo conferisce al lavoro di Haesol una riconoscibile risonanza emotiva.

Tra i motivi a cui torna più spesso ci sono gli uccelli. Sebbene lavori anche con soggetti tradizionali forti come il kkachi-horangi, la gazza e la tigre, così come draghi, galli, tigri e haetae, gli uccelli sono diventati particolarmente importanti nel suo lavoro recente.

Il loro fascino non è solo simbolico. Haesol è attratto dalla loro struttura: la ripetizione delle piume, l'apertura di un'ala, la curva di una coda, il ritmo intrinseco del motivo e del volume. Queste forme si adattano bene al corpo umano. Un'ala può seguire il braccio. Una coda può estendersi lungo la gamba. La direzione delle piume può creare movimento sulla schiena o sulla spalla. In questo modo, il tatuaggio diventa meno un'immagine posta sulla pelle e più una composizione modellata pensando al corpo.

Una delle parti più complesse del lavoro di Haesol è la traduzione della pittura a pennello nel tatuaggio. La pennellata tradizionale è ricca di "incidenti" che si verificano naturalmente attraverso l'acqua, l'inchiostro, la carta e la pressione. L'inchiostro può sbavare. Un pennello può seccarsi. La carta può rivelare la sua texture attraverso tratti interrotti. Nella pittura coreana e dell'Asia orientale, questi effetti non sono errori; spesso portano la vita dell'opera.

Il tatuaggio non consente all'artista di riprodurre semplicemente questi "incidenti". La pelle non si comporta come la carta, e un ago non si comporta come un pennello. Tutto ciò che appare spontaneo deve essere intenzionalmente costruito. Haesol deve ricreare la sensazione di una pennellata senza che sembri forzata.
Questa è una delle questioni tecniche centrali nella sua pratica: come preservare la fluidità della pittura all'interno di un mezzo che richiede controllo.

Il risultato è una forma di tatuaggio che si colloca tra tradizione e ricostruzione. Haesol non congela il minhwa come un riferimento museale. Lo tratta come una fonte viva, qualcosa che può essere rielaborato, ampliato e inserito in un contesto di tatuaggio contemporaneo senza perdere il suo carattere coreano.
Questo è particolarmente significativo per i clienti che vengono a Seoul in cerca di un tatuaggio legato alla Corea stessa. Un tatuaggio ispirato al minhwa può diventare più di un souvenir di viaggio. Può veicolare un ricordo del luogo attraverso immagini profondamente radicate nella cultura coreana: i suoi simboli popolari, i colori, l'umorismo e la sua visione di animali, natura e protezione.

Per i collezionisti internazionali, questa direzione apre anche un'altra visione del tatuaggio asiatico. Mostra che l'immaginario tradizionale coreano non è secondario rispetto a tradizioni di tatuaggio più note. Ha la sua forza, il suo ritmo visivo e il suo mondo emotivo.

Il lavoro di Haesol presso Onsil Studio continua a svilupparsi partendo da questa prospettiva. I suoi tatuaggi si muovono tra pittura e pelle, vecchi simboli e corpi moderni, iconografia popolare coreana e composizione contemporanea. Non imitano la tradizione a distanza. La riportano in movimento, una piuma, una linea e un campo di colore alla volta.






