Nel corso di oltre 17 anni nel mondo del tatuaggio, ShiRyu è passato dall’Irezumi tradizionale e dal New School a una propria interpretazione del Neo-Japanese – uno stile in cui il soggetto in sé conta sempre meno rispetto al modo in cui gli viene costruita intorno l’intera composizione.

Il tatuatore coreano, che oggi vive a New York, ha studiato per anni le regole del tatuaggio giapponese, per poi rielaborarle gradualmente in un linguaggio visivo personale. Uno degli elementi fondamentali di questo linguaggio è lo sfondo. ShiRyu non lo considera una decorazione secondaria, bensì una parte autonoma del progetto e uno dei segni più evidenti della sua impronta autoriale. Il suo approccio è stato influenzato anche dalla scultura, dall’arte persiana e dal suo costante interesse per la forma, il movimento e le complesse relazioni cromatiche.

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Tatuaggio Neo-Japanese di grandi dimensioni sul torso realizzato da ShiRyu

ShiRyu lavora negli Stati Uniti e in Europa, partecipa a convention internazionali di tatuaggi, fa parte delle giurie dei concorsi e ha ricevuto numerosi premi nelle categorie dedicate ai tatuaggi d’ispirazione asiatica e ai lavori di grandi dimensioni.

Tuttavia, nella sua conversazione con iNKPPL, si concentra meno sui risultati raggiunti che sul processo di sviluppo di un linguaggio artistico ben riconoscibile: perché bisogna comprendere la tradizione prima di poterla mettere in discussione, perché la sola abilità tecnica non basta a rendere riconoscibile un artista e cosa manca ancora perché lo «ShiRyu Style» diventi qualcosa di completamente autonomo.


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Tatuaggio Neo-Japanese di grandi dimensioni sul torso realizzato da ShiRyu

Lavori come tatuatore professionista da 17 anni. Quale fase della tua carriera ti ha cambiato di più come artista?

– Ho iniziato a vivere un grande cambiamento verso il mio undicesimo anno di attività. È stato allora che l’impostazione degli sfondi, su cui lavoravo da anni, ha cominciato gradualmente a prendere forma e a delinearsi con molta più chiarezza.

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Una volta definito quello che considero il mio modo distintivo di progettare gli sfondi, il mio lavoro ha iniziato ad andare oltre il New Japanese, evolvendosi nel Neo-Japanese a cui mi dedico oggi.

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Tatuaggio Neo-Japanese su tutta la schiena realizzato da ShiRyu

Il tuo percorso è iniziato con l’Irezumi tradizionale e il New School, mentre oggi il tuo lavoro si è evoluto in una direzione Neo-Japanese del tutto personale. Qual è stata la svolta principale nella formazione del tuo linguaggio visivo?

– A dire il vero, mi è difficile indicare un momento preciso come la svolta più importante. Fin dall’inizio della mia carriera, il mio obiettivo è sempre stato quello di arrivare a creare uno stile completamente mio.

Ho sempre creduto che ci sia una differenza sostanziale tra infrangere le regole dopo averle comprese appieno e infrangerle senza averle mai conosciute.

Per questo ho voluto prima imparare e comprendere quelle regole. Ho studiato l’Irezumi tradizionale, poi ho esplorato diverse forme espressive attraverso il New School; queste esperienze si sono gradualmente accumulate e alla fine mi hanno condotto al Neo-Japanese a cui mi dedico oggi.

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Tatuaggio a colori con drago sull’intero braccio e sul petto realizzato da ShiRyu

Nei tuoi lavori di grandi dimensioni, lo sfondo svolge spesso un ruolo importante quasi quanto quello dei soggetti principali. Come costruisci la composizione dello sfondo affinché l’intero corpo appaia come un’unica opera completa?

– In genere non è facile incontrare clienti che vogliano iniziare fin da subito con un progetto sull’intera parte superiore del corpo o su tutto il corpo. La maggior parte dei progetti si sviluppa gradualmente – un cliente può iniziare completando un tatuaggio su tutto il braccio, per poi estenderlo al petto o a tutta la schiena.

Ho avuto la fortuna di lavorare a progetti di dimensioni estremamente ampie, compresi tatuaggi che coprono l’intera parte superiore del corpo, fin dagli inizi della mia carriera. Questa esperienza mi ha offerto molte opportunità per sperimentare diversi modi di far percepire l’intero corpo come un’unica opera d’arte compiuta.

Il modo più semplice per spiegare il mio approccio è questo: di solito consideriamo braccia, busto e gambe come parti separate del corpo. Ma se si capovolge questa prospettiva e si considera l’intero corpo come un’unica grande tela, cambia tutto.

Invece di progettare separatamente il tatuaggio per ogni parte del corpo, penso alla creazione di un’unica composizione su una sola tela. È così che cerco di dare fluidità e continuità ai miei progetti di grandi dimensioni.

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Dettaglio di un tatuaggio di grandi dimensioni di ispirazione giapponese realizzato da ShiRyu

Hai detto che oggi realizzi la maggior parte dei tuoi disegni sull’iPad. In che modo un bozzetto digitale diventa un tatuaggio di grandi dimensioni sul corpo? Lavori con stencil, a mano libera o combinando entrambi i metodi?

– Agli inizi della mia carriera realizzavo anch’io i disegni a mano, a matita e in scala 1:1. All’epoca dovevo anche trasferire manualmente quei disegni a grandezza naturale sugli stencil, e ricordo quanto tempo e impegno richiedesse quel processo.

Oggi uso una combinazione dei due metodi.

Per i soggetti principali utilizzo generalmente gli stencil, mentre gli sfondi e gli elementi più piccoli vengono disegnati a mano libera direttamente sul corpo. Soprattutto nei lavori di grandi dimensioni, molte aree devono essere adattate all’anatomia e ai movimenti del corpo, quindi ritengo molto importante combinare entrambi i metodi.

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Tatuaggio su tutto il corpo con drago e fenice realizzato da ShiRyu

I progetti di grandi dimensioni vengono completati nel corso di molte sedute. Come fai a mantenere densità, contrasto e coerenza visiva complessiva dalla prima seduta all’ultima?

– Invece di stabilire ogni dettaglio dell’opera finita prima di iniziare, definisco innanzitutto una chiara struttura generale.

Per struttura intendo l’impostazione fondamentale del tatuaggio: se sarà interamente nero, a colori oppure prevalentemente nero con alcune zone a colori.

In seguito sviluppo i dettagli man mano che completo le singole sezioni.

I progetti di grandi dimensioni richiedono moltissimo tempo per essere completati. Nel frattempo, anch’io continuo a cambiare e a crescere come artista. Possono nascere nuove idee e potrei scoprire un approccio migliore rispetto a quello che avevo immaginato inizialmente. Per questo preferisco lasciare aperte alcune possibilità, anziché prendere ogni decisione fin dall’inizio.

Per esempio, se sto lavorando a un progetto composto da un serpente e foglie d’acero, potrei completare prima il serpente oppure iniziare dalle foglie d’acero. Una volta terminata quella parte, osservo il risultato e poi decido come collegare e sviluppare gli elementi rimanenti intorno a essa.

Per me, un tatuaggio di grandi dimensioni non consiste tanto nel seguire una soluzione prestabilita, quanto nel permettere all’opera di continuare a evolversi durante l’intero processo.

Dettaglio di un tatuaggio Neo-Japanese di grandi dimensioni realizzato da ShiRyu

Hai detto che oggi ti concentri molto di più sullo sviluppo del design e dello stile che sul semplice perfezionamento tecnico. Quale consiglio daresti ai tatuatori che possiedono una solida tecnica, ma faticano ancora a creare un linguaggio artistico personale e riconoscibile?

– Non credo che un artista debba necessariamente raggiungere prima il massimo livello assoluto di abilità tecnica, ma ritengo importante sviluppare basi tecniche abbastanza solide da riuscire a esprimere con costanza i progetti che desidera creare.

Dopodiché, se dovessi dare un consiglio su come sviluppare un linguaggio artistico personale, direi che, in definitiva, bisogna continuare a sperimentare e a mettersi alla prova finché non si trova ciò che si sta cercando.

Ho anche avuto la fortuna di trovare il mio stile attuale attraverso innumerevoli tentativi, cambiamenti e sfide. Credo che questo processo continuerà anche per me.

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Dettaglio di un tatuaggio Neo-Japanese di grandi dimensioni realizzato da ShiRyu

La scultura è una delle tue principali fonti d’ispirazione. Quali elementi scultorei trasferisci nel tatuaggio: volume, movimento, luce, monumentalità o altro?

– L’elemento della scultura da cui traggo maggiore ispirazione è la forma.

La si potrebbe descrivere anche come movimento. Persino in una scultura del tutto immobile, ci sono momenti in cui si può percepire il movimento attraverso il fluire delle forme. È un aspetto che mi interessa molto.

Rifletto spesso su come tradurre questa percezione della forma e del movimento nella composizione di un tatuaggio ed esprimerla attraverso i movimenti del corpo umano.

L’arte persiana è un’altra influenza caratteristica del tuo lavoro. Quali suoi elementi hanno avuto il maggiore impatto sulle tue composizioni?

– Sono stato fortemente influenzato dagli elaborati dettagli e dalle particolari combinazioni cromatiche dell’arte persiana.

Mi interessa soprattutto il modo in cui è possibile accostare numerosi colori mantenendo comunque l’armonia, e come dettagli complessi possano unirsi per creare un motivo o una forma più ampia.

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Tatuaggio Neo-Japanese di una tigre sulla schiena realizzato da ShiRyu

Draghi, serpenti, demoni, uccelli e altri soggetti della tradizione asiatica compaiono spesso nei tuoi lavori. Fino a che punto ne rispetti i significati storici e tradizionali, e dove inizi invece a reinterpretarli in chiave contemporanea?

– Se fossi un artista che opera rigorosamente nell’ambito dell’Irezumi tradizionale, attribuirei molta più importanza ai significati storici e alle regole tradizionali legati a ciascun soggetto.

Tuttavia, il mio lavoro si è evoluto in direzione Neo-Japanese e, di recente, mi sono concentrato ancora di più sulla progettazione dello sfondo e sulla composizione complessiva, anziché sul soggetto principale in sé.

Per questo motivo non ignoro completamente i significati tradizionali, ma non li considero neppure regole assolute da seguire sempre.

Oggi, per me, più del significato tradizionale di un singolo soggetto contano la forma e il movimento che crea all’interno del disegno complessivo, nonché il modo in cui interagisce con lo sfondo.

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Tatuaggio a colori di un drago sull’intero braccio e sul petto realizzato da ShiRyu

Dove tracci personalmente il confine tra il rispetto per il tatuaggio tradizionale giapponese e la libertà di trasformarne le regole secondo la tua visione?

– La mia risposta è strettamente legata alla domanda precedente.

In questa fase, invece di limitarmi a riprodurre le regole tradizionali, mi interessa di più comprenderle e poi trasformarle a modo mio.

Credo di dover ancora attraversare diverse fasi di cambiamento.

Se continuerò a infrangere le regole con cui lavoro attualmente, a crearne di nuove e poi a mettere nuovamente in discussione anche quelle, credo che alla fine potrebbe emergere qualcosa di completamente diverso da ciò che creo oggi.

È proprio questa possibilità a entusiasmarmi più di ogni altra cosa.

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Tatuaggi di draghi di grandi dimensioni sulle gambe realizzati da ShiRyu

I tuoi progetti richiedono molta fiducia da parte dei clienti e spesso si protraggono a lungo. Come scegli i clienti con cui lavorare e come costruisci il rapporto e la fiducia nel corso del progetto?

– Prima ancora che sia io a scegliere un cliente, credo che si debba partire dal fatto che è il cliente a scegliere me. Una volta iniziato il progetto, però, ritengo importante essere io, in quanto artista, a stabilire la direzione generale del lavoro.

In definitiva, il modo più efficace per conquistare la fiducia di un cliente è ottenere risultati concreti. Per quante spiegazioni si possano dare, mostrargli concretamente la qualità del lavoro è molto più convincente.

In molti casi, noto un cambiamento significativo nella fiducia del cliente verso il progetto non appena si conclude la prima sessione.

C’è anche un aspetto che considero importante per mantenere un buon rapporto durante un progetto a lungo termine: conservare una certa distanza professionale tra artista e cliente fino al completamento del lavoro.

Naturalmente, mantenere un buon rapporto è importante, ma se diventa troppo personale, a volte possono entrare in gioco fattori superflui nelle decisioni riguardanti l’opera.

Credo che mantenere chiari i nostri ruoli e il nostro rapporto durante lo svolgimento del progetto contribuisca, nel lungo periodo, a ottenere un risultato migliore.

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Progetto di tatuaggio Neo-Japanese su tutto il corpo realizzato da ShiRyu

Gestisci contemporaneamente progetti a lungo termine e di grandi dimensioni, crei nuovi design, partecipi alle convention, fai parte delle giurie dei concorsi e lavori a livello internazionale. Com’è strutturato attualmente il tuo sistema di lavoro e come gestisci il tempo?

– Al momento, la mia routine lavorativa prevede circa otto ore al giorno dedicate a tatuare.

Dopo aver concluso una sessione, faccio una breve pausa e poi inizio a creare i design per i lavori successivi.

Se dovessi indicare un metodo di gestione del tempo che mi permette di concentrarmi completamente sui tatuaggi, direi che cerco, quando possibile, di ridurre al minimo gli incontri e gli impegni sociali non necessari.

Coltivare i rapporti con le persone richiede più tempo ed energie di quanto a volte ci rendiamo conto. Limitando questi impegni, mi rimane naturalmente più tempo da dedicare ai tatuaggi e al design.

Per me, gestire il tempo non significa tanto inserire più cose nel programma, quanto eliminare quelle che non sono necessarie al mio lavoro.

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Il tatuatore coreano ShiRyu

Ripensando agli ultimi 17 anni, quali abitudini lavorative sono state più importanti per la tua crescita e quali ti aiutano a sostenere il carico di lavoro che hai oggi?

– Fare attività fisica con costanza è una delle cose fondamentali per me.

Presto inoltre un’attenzione estrema al mio ambiente di lavoro, forse a un livello che ad alcune persone potrebbe sembrare eccessivo. Regolo continuamente piccoli dettagli, come la posizione e l’intensità dell’illuminazione, l’altezza della sedia e quella del lettino da tatuaggio.

Quando si lavora molte ore ogni giorno, queste piccole differenze diventano estremamente importanti.

Se anche una minima regolazione può ridurre lo sforzo fisico sul mio corpo o rendere più confortevole l’ambiente di lavoro, la applico immediatamente.

In definitiva, sostenere per molti anni un carico di lavoro elevato non dipende soltanto dal lavoro in sé. Credo sia altrettanto importante creare un ambiente che permetta di continuare a lavorare con costanza.

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ShiRyu, tatuatore specializzato in Neo-Japanese

Lavori a livello internazionale, anche negli Stati Uniti e in Europa, e partecipi alle convention anche in veste di giudice. Fare parte delle giurie ha cambiato il modo in cui distingui un tatuaggio tecnicamente eccellente da uno davvero straordinario?

– I miei criteri non sono cambiati molto nel tempo.

Tendo a essere più interessato ai tatuaggi eccezionali dal punto di vista del design che a quelli semplicemente perfetti sul piano tecnico.

Naturalmente, un alto livello di capacità tecnica è una base essenziale per creare un grande tatuaggio e credo che la tecnica possa migliorare notevolmente grazie alla pratica costante e all’esperienza.

Un design eccezionale, tuttavia, comprende elementi che non si possono spiegare soltanto con la preparazione tecnica. Nasce dal modo in cui un artista vede le cose, dal suo senso della composizione e della forma, dalle sue esperienze personali e dal linguaggio visivo che ha sviluppato nel tempo.

Perciò, quando sono in giuria, una volta raggiunto un certo livello tecnico, presto molta più attenzione all’originalità del design e all’efficacia con cui è stata definita l’intera composizione.

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ShiRyu in giuria a una convention internazionale di tatuaggi

Hai ricevuto numerosi premi nelle categorie Asian/Japanese e per lavori di grandi dimensioni. Quale premio o traguardo ha avuto più significato per te personalmente, e perché?

– Non posso dire di quale convention o paese si trattasse, ma, ironia della sorte, la convention più significativa per me è stata una in cui non ho ricevuto alcun premio.

Ciò che contava non era semplicemente il fatto di non aver vinto. Quell’esperienza mi ha offerto una nuova prospettiva sugli aspetti in cui avevo delle carenze, su quelli che dovevo sviluppare ulteriormente e su ciò che dovevo migliorare.

Naturalmente sono grato per i premi che ho ricevuto e hanno un grande significato per me, ma quella particolare convention resta speciale perché mi ha costretto a guardare il mio lavoro da una prospettiva diversa.

Dopo molti anni di partecipazione alle convention di tatuaggi, che cosa cerchi soprattutto oggi quando osservi le opere in concorso dal punto di vista di un giudice anziché di un concorrente?

– La tecnica è un requisito talmente fondamentale nella valutazione delle opere in concorso che la considero il punto di partenza.

Una volta raggiunto questo standard di base, mi concentro soprattutto sulla freschezza del design, sull’originalità e sull’armonia complessiva.

La qualità di ogni singolo elemento è importante, ma alla fine osservo quanto siano naturali i collegamenti tra tutti gli elementi all’interno dell’opera e se questi riescano a formare un design completo e coerente.

Hai parlato dello sviluppo di un tuo stile distintivo, lo «ShiRyu Style». Se qualcuno vedesse uno dei tuoi tatuaggi senza conoscere il nome dell’artista, quali elementi della composizione, del movimento o del linguaggio visivo vorresti che riconoscesse come tratti esclusivi del tuo lavoro?

– Il mio primo obiettivo è che le persone riconoscano il mio lavoro semplicemente osservando il design dello sfondo che utilizzo.

Il mio secondo obiettivo è che riconoscano il mio lavoro attraverso i soggetti principali del tatuaggio, anche in assenza degli elementi di sfondo che mi contraddistinguono.

E credo che potrò iniziare a perseguire il mio obiettivo finale solo dopo aver raggiunto entrambi questi traguardi.

Quando riuscirò a combinare un linguaggio dello sfondo completamente personale con soggetti principali anch’essi creati nel mio linguaggio visivo, credo che potrò portare il mio lavoro in territori del tutto nuovi.

Il mio primo obiettivo è che le persone riconoscano il mio lavoro semplicemente osservando il design dello sfondo che utilizzo.

Questa è probabilmente la descrizione che più si avvicina a ciò che immagino possa diventare, in definitiva, lo «ShiRyu Style».

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Tatuaggio Neo-Japanese sul petto con demone, realizzato da ShiRyu

Dopo 17 anni come tatuatore, che cosa vuoi ancora esplorare e in quale direzione vorresti sviluppare il tuo stile in futuro?

– Un ambito che un giorno vorrei esplorare è la creazione di sculture. La scultura e le forme tridimensionali mi hanno sempre interessato, quindi vorrei provare a dare forma con le mie mani a oggetti concreti.

Tuttavia, ci sono ancora molti obiettivi che non ho raggiunto nel tatuaggio, quindi non so quando potrò iniziare a esplorare questo ambito.

Per quanto riguarda lo sviluppo del mio stile di tatuaggio, il mio primo obiettivo è perfezionare ulteriormente i design degli sfondi che uso attualmente. Allo stesso tempo, voglio iniziare a eliminare gli elementi superflui dalle mie composizioni complessive.

Si dice che si debba riempire completamente qualcosa prima di poter davvero iniziare a svuotarlo.

Finora, il mio lavoro si è sviluppato nella direzione di riempire la composizione con numerosi elementi e dettagli. Sento di essere arrivato a un punto in cui voglio mettere a frutto tutto ciò che ho imparato da questo processo e iniziare a eliminare gli elementi uno alla volta.

Anziché creare qualcosa di nuovo continuando ad aggiungere, voglio capire quanto posso eliminare, dando vita al contempo a forme più incisive e a un movimento più chiaro.

È questa la direzione in cui vedo attualmente evolversi il mio lavoro.